MTV Boys & Girls

Il blog di Mtv che parla di sesso e amore!

SOS Gravidanza

Autore: admin Data: 16 luglio 2010

Una coppia che non progetta l’arrivo di un figlio, ma che non utilizza un metodo contraccettivo o che non lo utilizza correttamente, può trovarsi nella condizione di doversi confrontare con una gravidanza non desiderata.

:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::
 

TI ACCORGI ENTRO 72 ORE

Se ci si accorge immediatamente che il metodo contraccettivo non ha funzionato (es. si è rotto il preservativo) è possibile ricorre alla C.P.C (Contraccezione Post Coitale) più comunemente nota come Pillola del Giorno dopo.

La pillola del giorno dopo non è un metodo contraccettivo e va utilizzata solo in casi di emergenza. La pillola del giorno dopo è un farmaco che viene essere acquistato in farmacia con ricetta medica e deve essere assunto entro 72 ore dal rapporto a rischio.

La pillola del giorno dopo deve essere prescritta da un medico. Ci si può rivolgere al medico di base, al proprio ginecologo ma anche al consultorio, al pronto soccorso o alla guardia medica.

ATTENZIONE: E’ bene ricordare che, in base alla legge sull’obiezione di coscienza prevista dalla legge 194 sull’Interruzione Volontaria di gravidanza ed estesa anche alla CPC in base al parere del Comitato nazionale della Bioetica, alcuni medici rifiutano la prescrizione.

 :::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::


NON TI ACCORGI IMMEDIATAMENTE

Se sono passate 72 ore dal rapporto a rischio, la pillola del giorno dopo non ha più alcuna efficaca
e qualora si abbia il dubbio che possa esserci stata fecondazione occorre sottoporsi il più rapidamente possibile ad un test di gravidanza. I test possono essere acquistati in farmacia o al supermercato e non necessitano di ricetta medica.

Qualora il test risultasse positivo
 è bene tenere presente che si tratta di un momento molto importante nella vita di una donna – e di una coppia – e che qualunque decisione la donna prenda deve avere la possibilità di riflettere con calma. Una ragazza può rivolgersi al consultorio di zona e chiedere di essere accompagnata e sostenuta proprio nella riflessione sulla decisione da prendere. E’ importante non rimanere da sole e, qualora non sia possibile confidarsi con i propri famigliari, farsi comunque accompagnare da figure adulte professionali e competenti.

:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::


PUOI SCEGLIERE SE PROSEGUIRE LA GRAVIDANZA O INTERROMPERLA (
legge 194/78)

INTERRUZIONE DI GRAVIDANZA

L’IVG (Interruzione Volontaria di Gravidanza)
può esser praticata attraverso un intervento chirurgico o con la somministrazione della RU486. Entrambe i metodi trovano applicazione in base alla legge 194/78

  •  l’intervento chirurgico: entro 90 giorni (la 12° settimana + 6 giorni), in ospedale, ricovero di un giorno in day hpspital, possibile dai 18 anni altrimenti con firma di un tutore.
  • la RU486 può essere somministrata entro la 7 settimana di gravidanza, in ospedale, ricovero di 3 giorni (non sempre), dai 18 anni altrimenti con firma di un tutore

PROSECUZIONE GRAVIDANZA E PARTO

La prosecuzione della gravidanza può essere monitorata da un ginecologo privato (a pagamento) o dal ginecologo del consultorio familiare (servizio gratuito). I medici daranno di volta in volta indicazione degli esami ai quali sarà necessario sottoporsi per controllare il buon andamento della gravidanza. Tutti gli esami possono essere eseguiti tramite il sistema sanitario pubblico.

Il parto avviene nell’ospedale che la donna ha scelto, seguita e assistita dai medici del reparto di maternità.

 Qualora la madre non volesse o non fosse in grado di tenere il bambino, la legge italiana consente, al momento del parto, di non riconoscere il bambino e di lasciarlo in ospedale, e tutela l’anonimato della madre.

Questo non è considerato un reato e non espone a nessun tipo di sanzione o di segnalazione agli organi di polizia. È però una scelta definitiva, dalla quale non si può tornare indietro.


È bene sapere che:

  • il parto può regolarmente avvenire in ospedale. Se la donna è straniera e non ha il permesso di soggiorno non deve temere, perché nessuno la può denunciare;
  • se al momento del ricovero la donna ha già deciso di non tenere il bambino, può non dichiarare le sue generalità e non esibire documenti;
  • al momento del parto in ogni caso si deve specificare all’ostetrica che non s’intende riconoscere il neonato e che lo si vuole lasciare in ospedale;
  •  il bambino sarà registrato all’anagrafe dall’ostetrica entro 10 giorni dalla nascita come nato da donna che non consente di essere nominata;
  • i bambini lasciati in ospedale trovano normalmente una famiglia che li adotta e si prende cura di loro in tempi molto brevi;
  • è importante prendere contatto con gli assistenti sociali in servizio presso l’ospedale che conoscono tutta la normativa.

Le madri che invece desiderano allevare il loro bambino ma vivono in condizioni economiche disagiate possono chiedere aiuto ai servizi sociali del loro comune di residenza oppure a servizi come i C.A.V. (Centri Aiuto alla Vita)